LEGO® SERIOUS PLAY® per genitori e figli

Workshop a cura di Emiliano Segatto, LSP Facilitator
Sabato 3 agosto, dalle ore 11:30 alle ore 13:30
Sabato 3 agosto, dalle ore 17:00 alle ore 19:00

Registrazione obbligatoria utilizzando questo modulo. Massimo 24 persone per sessione (12 adulti e 12 bambini).

Pur essendo un metodo solitamente dedicato alle organizzazioni aziendali, cioè relativo al mondo degli adulti, tramite un bilanciamento ottimale tra i componenti seri e ludici, il metodo LEGO® SERIOUS PLAY® può essere derivato in utili applicazioni anche per il rapporto comunicativo e percettivo tra genitori e bambini.

Il workshop proposto a ItLUG Lecco 2019 ha lo scopo di dimostrare le potenzialità del metodo applicate al mondo della genitorialità, ed è pensato perché venga frequentato insieme al proprio figlio o la propria figlia, per raggiungere un obiettivo di comunicazione efficace.

La comprensione delle potenzialità del metodo può essere utile anche a insegnanti, istruttori e maestre/i che siano alla ricerca di metodi e modelli più efficaci per il rapporto con gli alunni.

LEGO® ha già una sua linea di prodotti per le scuole (LEGO® Education), nella quale vi sono kit utili al miglioramento delle skill dei bambini in età scolare (infanzia, primaria e secondaria), allineandole ai curriculum scolastici.

Il workshop LEGO SERIOUS PLAY di ItLUG Lecco 2019 ha obiettivi e finalità diverse dai prodotti della linea Education, aprendo le porte al problem solving applicato al mondo della genitorialità e dei ragazzi.

Può essere utile, per esempio, a far comprendere meglio ai figli concetti che per loro sono ancora molto complessi (perché mamma e papà non acconsentono ad avere animali domestici in casa, le implicazioni della disubbidienza, i vantaggi dell’educazione, le conseguenze dell’alienazione tecnologica), così come può essere utile all’adulto per avere un’idea più chiara della complessità del ragionamento del bambino (la vacanza ideale, il rapporto con il cibo, i disagi).

Ai ragazzi può essere utile per comprendere le basi delle regole comunicative, per implementare la capacità di ragionamento, per alimentare la creatività e la riflessività, di lavorare sull’espressione e sullo storytelling. Tutte abilità utili sia ad affrontare l’esperienza scolastica, sia quella sociale.

È un metodo potente, che permette di ottenere idee chiare su un problema e, se applicato nella sua interezza, di estrarre dal modello una strategia efficace per affrontarlo. Se usato in psicologia, si tratterebbe di un metodo lacaniano.

Ma a ItLUG Lecco 2019 non andremo così a fondo, ci concentreremo nel renderlo un’esperienza interessante per genitori e figli, che permetta spunti di riflessione utili e, soprattutto, di passare due ore divertendosi usando in modo innovativo i mattoncini LEGO.

Per saperne di più…

Il metodo LEGO® SERIOUS PLAY® nel mondo degli adulti

Parlando del mondo degli adulti, è più facile dare una spiegazione tecnica ed esaustiva sul metodo LEGO SERIOUS PLAY (LSP), che nasce negli anni novanta in Danimarca presso la LEGO come metodo aziendale per facilitare e agevolare i processi decisionali e di problem solving. LSP rappresenta una metodologia di apprendimento e
auto-apprendimento collaborativo che attraverso la realizzazione di modelli tridimensionali consente di generare conoscenza.

È una metodologia potente ed elegante, che permette di sviluppare problem solving e strategia in tempo reale.

Il metodo LSP, psicologia e psicoanalisi

Lungi dal voler essere un sistema di psicoanalisi, LEGO SERIOUS PLAY può essere ritenuto un’ottimo strumento che, per dinamica e implicazioni, potrebbe essere definito affine al metodo lacaniano (Jaques Lacan): permette di facilitare una persona nell’estrapolare in totale autonomia la miglior soluzione possibile per se stessa, sfruttando il proprio miglior potenziale, e definendo una strategia in tempo reale che permetta di mantenere i risultati nel tempo. Nel metodo LEGO SERIOUS PLAY non c’è interpretazione, da parte del facilitatore, del significato di azioni e metafore, che viene assegnato al modello unicamente dal suo costruttore (proprietario), ma solo aiuto nell’estrapolare verità e oggettività da un problema, permettendo di avviare efficacemente un ciclo di problem solving secondo le migliori possibilità del soggetto.

LSP e DSA

Il metodo LEGO SERIOUS PLAY, con le dovute accortezze educative e professionali di chi lo facilita, può rivelarsi uno strumento efficace anche in alcuni casi di DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento), poiché permette lo sviluppo del pensiero visuo-spaziale prediligendo, per esempio, la focalizzazione su immagini, modelli, schemi. Si attua unicamente mediante manipolazione e uso delle metafore, rendendo più facile l’espressione di concetti articolati e situazioni complesse (tecnicamente chiamate “sistemi adattivi”) anche a chi ha difficoltà nell’esprimerli o studiarli sui libri. La componente di Gamification (Serious Play) permette di facilitare anche la focalizzazione dell’attenzione.

In questo ambito non può essere utilizzato in modo disgiunto da un apposito piano attuativo progettato da un professionista della materia, ma può permettere una ottimizzazione dei tempi di intervento e dei risultati.

LSP nel mondo della aziende, delle organizzazioni e delle istituzioni

LEGO SERIOUS PLAY è particolarmente adatto per descrivere e gestire sfide e scenari complessi rispetto ai quali gli individui, i gruppi di lavoro e le organizzazioni hanno la necessità di giungere ad una soluzione condivisa a partire da una pluralità di risposte possibili.

E, ancora, “funziona” in contesti in cui l’immaginazione, l’aspetto emotivo, e la capacità di descrivere la realtà tramite metafore e narrazioni sono considerati valori e opportunità per generare soluzioni e trasformare la conoscenza individuale in capitale organizzativo.

È una metodologia talmente universale da poter essere applicata a casi estremamente diversi: dall’affrontare problemi collaborativi nei gruppi di lavoro, alla progettazione di una nuova serie di servizi, arrivando perfino alle applicazioni sociali, come per esempio la reintegrazione di ex tossicodipendenti nel mondo del lavoro. Nel momento in cui nasce un problema, LSP fornisce strumenti adatti ad estrarre la miglior soluzione possibile.

Dalla sua nascita ad oggi, l’approccio LEGO SERIOUS PLAY ha raccolto interesse sempre crescente e questo è confermato anche dalle molte attività di ricerca e pubblicazioni in ambito accademico in merito a questo tema; il sociologo David Gauntlett spiega anche un ulteriore aspetto molto importante della dinamica di gioco, cioè che nell’ambiente ludico, che per sua natura è privo del concetto di giudizio, è molto più probabile assistere alla nascita di idee innovative e sorprendenti.

Questo accade grazie al fatto che il “lavorare in modo playful” stimola la creatività e lo sviluppo di soluzioni creative poiché il meccanismo che si genera nelle persone è quello di agire in modo più spontaneo, andando ad abbattere molte delle proprie barriere psicologiche. Esistono addirittura aziende che di questo approccio ne ha fatto una filosofia, portando l’aspetto di “gioco” anche nelle loro strutture e nel quotidiano, come per esempio Google (foto di David Aschkenas) e altre aziende che hanno fatto dell’innovazione il proprio DNA.

La stessa LEGO®, un’azienda che fattura 4 miliardi di Euro all’anno (2015) utilizza la metodologia per la propria strategia in tempo reale.

Attraverso i workshop LSP è possibile:

  • definire soluzioni operative concrete, condivise e praticabili;
  • trovare soluzioni pratiche e pro-attive;
  • valorizzare la risorse dell’immaginazione consapevole per la trovare risposte e soluzioni;
  • realizzare un pieno allineamento di individui e gruppi di lavoro/progetto ai valori, alla cultura e agli obiettivi organizzativi
  • valorizzare l’esperienza di ciascuno e condividerla con tutti;
  • generare e sostenere esperienze di apprendimento collaborativo per soluzioni condivise;
  • creare contesti per capire cosa ciascuno pensa del proprio “fare” e del “fare” altrui;
  • comprendere la complessità del contesto di riferimento rispetto alIl metodo può essere utilmente finalizzato ad attività per il trasferimento di valori e strategie aziendali, per attività mirate di assessment o, infine, per avviare, supportare o integrare anche percorsi formativi di media o lunga durata (ad esempio un corso di PM o un master aziendale).

La storia di LEGO® SERIOUS PLAY®

LEGO SERIOUS PLAY è il frutto di un percorso che è iniziato a metà degli anni 90, quando Johan Roos e Bart Victor (due professori universitari presso IMD Business School di Losanna, Svizzera – l’equivalente della Bocconi) iniziarono a studiare nuovi meccanismi in grado di supportare le decisioni strategiche all’interno delle aziende.

I due docenti, dopo diversi confronti con Kjeld Kirk Kristiansen (CEO dell’azienda e componente della famiglia fondatrice) arrivarono ad affermare due punti chiave che da quel momento rappresentarono la linea guida di pensiero:

  • le persone sono la chiave di successo di un’azienda e devono avere
    la possibilità di esprimersi al meglio

  • la strategia è un qualcosa che vivi, non qualcosa che puoi
    circoscrivere in un documento

Entrambi questi aspetti, purtroppo, si scoprì che nelle aziende erano spesso disattesi poiché (in primis) la strategia non veniva “vissuta” e le persone non stavano esercitando il loro massimo potenziale. I due ricercatori furono così spronati da Kristiansen nell’approfondire lo studio di una metodologia che utilizzasse i mattoncini LEGO (bricks) al posto dei più classici strumenti in uso quali documenti, post-it e lavagne.

Questo è stato il percorso che, alla fine del 2001, ha portato alla nascita della metodologia LSP, inizialmente testata all’interno di LEGO (con Roos e Victor) e poi diffusa all’esterno con diverse evoluzioni avvenute grazie all’ingresso nel team di Robert Rasmussen e Per Kristiansen, ritenuti i due “padri” di questa metodologia nel mondo business.

La potenza di LSP

Riprendendo il principio base sviluppato da Roos, Victor e Rasmussen, LEGO SERIOUS PLAY è un metodo nato per permettere ai manager di descrivere, creare e testare un determinato “business concept”, rientrando in quell’insieme di metodi di “exploration & innovation” utilizzati per risolvere problemi più o meno complessi inerenti a tematiche di business (LSP non è l’unico metodo: role-game, gamification in generale e low-fidelity prototyping ne sono altri validi esempi).

Il motivo per cui l’utilizzo dei bricks renda tutto così “immediato” è molto legato anche alla nostra infanzia, in cui la creatività e la manualità rappresentavano il fulcro del gioco; da adulti, infatti, a confronto di un workshop in cui la creatività è richiesta attraverso l’utilizzo di un pennarello ed un post-it, con i mattoncini tutto diventa più rapido e meno vincolato ai preconcetti che tipicamente accompagnano il nostro quotidiano.

LEGO SERIOUS PLAY permette quindi di raggiungere un elevato engagement delle persone e questo permette di trasformare i classici business-meeting “mono direzionali” (cioè nei quali tipicamente il 20% delle persone parla e l’80% delle persone ascolta, senza interagire) in un esperienza diversa e più “democratica” in cui tutti hanno a disposizione tempo per esporre le proprie idee, raccontare la propria “storia” e dare il proprio contributo.

Per questo motivo si spiega sempre che un workshop LSP evidenzia il fatto che in azienda “ci siano manager coraggiosi” (Robert Rasmussen, Building a Better Business Using the Lego Serious Play Method) capaci di accettare che:

  • I leader/manager non hanno tutte le risposte.
  • I leader/manager sono disposti ad accettare spunti, soluzioni e
    proposte dai loro collaboratori.

A questi due punti, si aggiungono poi gli altri “cardini” della metodologia LEGO SERIOUS PLAY:

  • Le persone sono naturalmente spinte al voler far parte di qualcosa di più grande e “possederlo”.
  • Troppo spesso, i team lavorano in modo non ottimale poiché non sfruttano a pieno la conoscenza di tutti i membri del team.
  • Possiamo contribuire e scandire i nostri risultati creando un business più sostenibile per l’intero Team.